Intervista al Prof. Panico

Valeria Casati

Penelope Minorini

Intervista al Prof. Panico

Il primo marzo, alle ore 10, abbiamo intervistato il prof Panico che ci insegna musica.

Eravamo molto agitate e tese, ma allo stesso tempo molto felici, soprattutto Vale perché è stata la sua prima intervista.

Il prof era un po’ teso perché era preoccupato delle domande che gli avremmo fatto, però dopo un po’ che abbiamo iniziato si è tranquillizzato. 

Siete curiosi di sapere cosa gli abbiamo chiesto e cosa ci ha risposto?

Bene, allora proseguite con la lettura.

  1. Che tipo di studente era quando frequentava le medie?

Alle medie non ero un grande studioso perché avevo tante distrazioni come la musica e il calcio, perciò trascorrevo la maggior parte del tempo nel campo sportivo e studiavo il minimo indispensabile.

  1. Andava bene a scuola?

Se mi impegnavo ero molto bravo, però come ho già detto prima facevo il minimo indispensabile.

  1. Qual era la sua materia preferita?

Le mie materie preferite oltre a musica erano geografia perchè mi faceva scoprire luoghi sconosciuti, tecnologia, meno la matematica (come tutti credo…) e arte, perché siamo in un campo simile a quello della musica.

  1. Aveva una materia o un prof che non le piaceva proprio?

Non mi piaceva proprio la prof di storia perché era sempre triste ed era cattiva con me ed i miei compagni. Non mi piaceva nemmeno la prof di francese perché era molto arrogante e si arrabbiava sempre per tutto.

  1. Ha mai preso una nota? Se sì, qual è stata quella più pesante o quella più divertente? Come hanno reagito i suoi genitori?

Sì, ho preso varie note però solo di dimenticanza, non di comportamento. Ma le note erano orali, non scritte e ovviamente, quando i genitori lo venivano a sapere, si arrabbiavano molto.

6. Abbiamo notato che lei è una persona paziente. Anche da piccolo lo era o è cambiato nel tempo?

Da piccolo ero sempre irruente, però quando sono cresciuto sono diventato più paziente anche perché, avendo dei figli e insegnando, è fondamentale avere un po’ di pazienza.

7. Cosa le piace di più del suo lavoro?

Mi piace insegnare perchè mi fa sentire sempre giovane e mi piace avere un rapporto con i ragazzi perché la musica è un linguaggio universale, anche se i miei alunni mi fanno sempre arrabbiare.

8. Si ricorda di un alunno o di un’alunna in particolare, perché davvero molto portata/o per la musica?

Sì, c’erano due ragazzi davvero molto dotati per la musica, Matteo Villa e Riccardo. Uno era un percussionista e uno ora sta studiando in conservatorio e sta facendo una buona carriera.

9. Ha mai bocciato un alunno o un’alunna?

Si, uno è stato bocciato per il comportamento, invece l’altra è stata bocciata perchè aveva sempre 4 in arte e in musica, perciò l’abbiamo bocciata, ma lo abbiamo fatto solo per il suo bene.

A me non mi piace bocciare gli alunni, infatti lo facciamo solo se è 

un’esperienza costruttiva per il ragazzo/a.

10. Ha delle fobie? Se sì, qual è la sua fobia peggiore?

Sì. Sto male quando sto in una stanza dove non ci sono finestre e la porta è chiusa, però in ascensore non sto male. Anche la nebbia mi mette tanto a disagio, perchè mi impedisce di guardare l’orizzonte.

11. Quando si sveglia qual è la prima cosa a cui pensa?

Ringrazio Dio di avermi dato la possibilità di vivere un altro giorno e anche che tutta la mia famiglia stia bene. 

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